433/868 MHz: il ricevitore universale per i "sensori invisibili"

Se possiedi una stazione meteo da giardino, un termometro wireless in frigorifero, un'auto con la spia della pressione degli pneumatici, o anche solo un telecomando per il cancello, probabilmente possiedi già un piccolo trasmettitore radio che nessuno ti ha mai fatto notare. Trasmette sulle bande 433 MHz o 868 MHz, libere da licenza in Europa, e lo fa in continuazione, silenziosamente, verso... nessuno in particolare. A meno che qualcuno non stia ad ascoltare.

Con SDRCrew, adesso, puoi essere tu quel qualcuno.

Cosa sono davvero 433 e 868 MHz

Sono le due bande ISM (Industrial, Scientific, Medical) più usate in Europa per la trasmissione dati a corto raggio senza licenza: niente pratiche burocratiche, niente canone, solo un limite di potenza molto basso. Per questo sono diventate lo standard de-facto per un'enorme quantità di oggetti "smart" a basso costo che non hanno bisogno di Wi-Fi o Bluetooth: stazioni meteo, sensori di porte e finestre, rilevatori di allagamento, contatori energetici, telecomandi, e - probabilmente la scoperta più sorprendente per chi non se lo aspetta - i sensori di pressione degli pneumatici (TPMS) che quasi ogni auto moderna monta di serie.

Il problema è che ognuno di questi dispositivi parla un "dialetto" leggermente diverso: modulazione, codifica, formato del pacchetto cambiano da produttore a produttore. Decodificarli a mano, uno per uno, sarebbe un lavoro enorme.

Cosa fa il modulo 433/868 di SDRCrew

Il modulo si appoggia a rtl_433, un progetto open source che negli anni ha imparato a riconoscere centinaia di protocolli diversi, e ne presenta l'output in un pannello pensato per essere guardato, non solo letto da un terminale. Concretamente:

Cataloga automaticamente oltre 460 modelli di sensori conosciuti - stazioni meteo (la categoria più numerosa, oltre 210 modelli), sensori TPMS delle auto (42), contatori energetici (26), sensori porte/finestre (16), rilevatori di pioggia, di allagamento, di movimento, e altro ancora. Se un dispositivo non è ancora catalogato, il pannello propone comunque una ricerca rapida online sul modello rilevato.

Elenca ogni dispositivo visto con ID, modello, RSSI (la potenza del segnale ricevuto) e, quando disponibili, temperatura, umidità, pioggia accumulata.

Tiene una cronologia con grafico per ogni sensore, così puoi vedere l'andamento nel tempo (utile, per dire, per capire se il tuo frigo tiene davvero la temperatura che dice).

Permette di rinominare e localizzare ogni dispositivo ("Terrazzo", "Cantina", "Auto di famiglia"...), così la lista smette di essere un elenco di ID esadecimali e diventa qualcosa di leggibile.

Esporta in CSV per chi vuole portarsi i dati altrove - un foglio di calcolo, un altro strumento di analisi.

Tutto questo con un semplice dongle RTL-SDR, lo stesso che probabilmente usi già per ascoltare le altre schede di SDRCrew.

Un uso pratico: cosa "sente" davvero l'etere intorno a te

La prima volta che si avvia questo modulo in una zona residenziale, la sorpresa è quasi garantita: nel giro di pochi minuti compaiono sensori che nessuno sapeva stessero trasmettendo. Stazioni meteo dei vicini, sensori TPMS di auto parcheggiate nella via, contatori energetici del condominio. È un piccolo promemoria di quanto lo spettro radio intorno a noi sia, in realtà, molto più affollato di quanto sembri a orecchio nudo.

Prova tu stesso

Il modulo è già incluso in SDRCrew, gratuito come tutto il resto del progetto. Basta un dongle RTL-SDR e un po' di curiosità. Se lo provi e trovi un sensore che il catalogo non riconosce, o hai un'idea per migliorarlo, fammelo sapere - i contatti sono nella scheda Info dell'app. E se il progetto ti è utile, un caffè per sostenerne lo sviluppo è sempre gradito.

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